Il Caso di F. ed altre inutili amenità

Avevo accennato precedentemente ad una diversa nobiltà di intenti nascosta dietro all’apertura di questo Blog. Almeno, diversa dallo spirito misantropico del “io muoio, umanità seguimi“.

Abbiamo apparecchiato, è tempo di buttare in tavola qualcosa di commestibile. Immagino, quindi, sia giunto il momento di farsi coraggio e spadellarvi qualcosa di più chiaro e corposo. Purtroppo, per spiegarvi con esattezza la consistenza di questo tipo di mia diversa nobiltà motivazionale, non potrò esimermi dall’introdurre ognuno di voi a quello che ritengo, probabilmente, uno dei capitoli più distruttivi e torbidi del mio intero fallimento romantico: il Caso di F. 

Chi è F? F è un tipo un po’ stronzo, complicato e tendenzialmente anaffettivo. F è un tipo di cui mi stavo innamorando. Tanto. Troppo. Più di quanto mi fosse capitato prima. F è anche colui che da’ il nome al mio Blog. Se qualcuno avesse pensato che Tutti i Silenzi del titolo fossero i miei, e che, magari, F fossi io, si stava sbagliando. Io sono M, ed F è il soggetto dei Silenzi. Io sono quello che è stato zitto, ed F è l’argomento delle cose che non ho detto. I miei Silenzi, quindi, appartengono tutti di diritto ad F.

Sono i suoi fottutissimi silenzi.

Perchè ho deciso di dare voce alla mia intima e personale omertà a proposito di F sul deprecabile mondo dell’internet? Molto semplicemente: per dare utilità all’inutile. Aprirò una finestra sul futuro di questa pagina, con lo stesso fascino “profezioso” di una cartomante. Immaginatemi pure con dei grossi orecchini a cerchio ed un turbante in fantasia gitana, se questo vi rallegra.

Buona parte delle pubblicazioni che in futuro vedrete apparire su questo Blog non riporterà qualcosa di nato come rivolto ad un pubblico di lettori estranei, ma bensì qualcosa di estremamente privato, scritto soltanto per essere letto da me e da F. Qualcosa di concepito per essere un libro, una confessione, una raccolta di lettere e pensieri che avrei voluto consegnare fisicamente alla persona per cui erano stati scritti.

Naturalmente, il fascino romantico-tragico di questa mia idea sensazionalmente sentimentale se n’è andato fischiettando a puttane nel decorrere degli eventi, lasciandomi tra le mani pagine e pagine di scritti sprecati. I motivi della partenza del mio progetto per un interminabile puttan-tour verranno chiariti più avanti. Per adesso vi basti sapere che recentemente mi sono trovato a dover fare una scelta. Finire di stuprare analmente l’impegno di un lavoro di mesi, relegandolo ad una cartella del mio PC, o cercare di utilizzarlo dandogli una destinazione diversa, una destinazione che lo rendesse utile, o almeno non completamente sprecato. Ho scelto la seconda.

Ovviamente, non ho la pretesa, né tanto meno la presunzione di pensare che lo squallore delle mie esperienze sentimentali possa risultare utile ad alcunché. Quello in cui spero è soltanto che la grassa componente tragicomica delle mie disgrazie vi possa intrattenere, strappare una risata, magari indurre a una riflessione, o addirittura, con tanto ottimismo, confortare, se state vivendo qualcosa di simile.

Perciò, guardate pure a questo Blog come a un bambino speciale (o se vogliamo a un figlio ritardato) nato da una sveltina alcolica tra il De Profundis di Oscar Wilde (una versione con tanta meno arte e competenza letteraria, naturalmente) e la rubrica di Carrie Bradshaw in Sex and the City (una versione con meno Sex e meno City, però). Praticamente, fate un po’ come vi pare… Magari troverete voi la definizione più consona per tutto questo, e me la proporrete più avanti.

Detto ciò, vi lascio con alcune linee guida che vi serviranno per capire meglio “a chi sarà rivolto cosa” nei prossimi post. Ogni volta che aggiungerò qualcosa a ciò che avevo già scritto per F, lo troverete pubblicato esattamente come ciò che leggete in questo articolo, ovvero con questo carattere in colore nero. Quando, invece, riporterò le mie lettere e i miei discorsi già scritti per la versione “libro delle dichiarazioni d’amor triste“,  li troverete pubblicati in Rosso scuro.

In questa maniera, potrò rivolgermi a voi di quando in quando, commentare ciò che avevo già scritto, e magari, fare qualche piccola aggiunta. Così saprete sempre a chi mi rivolgo, e, soprattutto, potrete monitorare passo passo l’evolversi del mio inespugnabile cinismo nei confronti della questione.

A PRESTO e BUONA LETTURA, ANIME PRAVE!

M.

 

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