L’improbabile Teoria del Centipede Romantico: Il Complicatore Tesoro dei Pirati- Parte 3

Tutti i Silenzi di F.

 

Al secondo posto di questa Flop Five amorosa troviamo, invece, il mio tallone d’Achille, il mio modello prediletto di Complicatore, la sub-categoria che dovrebbe eleggerti a furor di popolo Imperatore Indiscusso e Guest Star di eccellenza. Caro il mio F.

Il Complicatore Tesoro dei Pirati 

Complessità, rigidità, intelligenza, profondità e tremendo fascino: questi sono soltanto alcuni degli optional di cui è dotato questo potpourri della contrarietà emotiva. Quando incontri un Complicatore Tesoro dei Pirati, lo riconosci subito da un dettaglio immediato: innamorarsi di lui è terribilmente facile. Per quale motivo? Ma semplicemente perché questa è esattamente l’ultima cosa che lui vuole. Il Complicatore T.D.P., infatti, non cerca di sedurti, non si impegna a farti vedere una versione olografica e edulcorata di sé per innamorarti, anzi, fa il possibile per tenerti lontano. Lui l’amore non lo vuole, e per questo lo ottiene senza sforzo come gentile omaggio della casa, in presenza del Semplificatore giusto.

Encomiabile, fin da subito, per la sua candida quanto fredda onestà, il Tesoro dei Pirati non t’illude. Lui non vuole assolutamente irretirti, anzi, a suo modo, vuole quasi preservarti da lui. Te lo dice dalle prime battute che con tutta probabilità non sarà in grado di darti di più un sentimento volatile, ma tu, abbagliato da questo esempio di onorevole franchezza e incorrotta sincerità, ti batterai il cazzo di tutti i suoi avvertimenti e t’innamorerai lo stesso, ancora di più di quanto avresti fatto se lui non ti avesse detto nulla.      

Per quanto spesso possa apparire insensibile agli occhi inesperti di un Semplificante da quattro soldi, il C. Tesoro dei Pirati è invece, con tutta probabilità, una delle creature dotate del mondo interiore più ricco e corredato di accessori che tu possa immaginare. Quel velo d’indifferenza che lo caratterizza non è nato con lui, è postumo. L’emotività c’era, e tutt’ora, con l’adeguata datazione al carbonio-14, puoi intravederne ed identificarne i resti in alcuni dei suoi rari gesti spontanei. Sì, perché l’unico problema reale del T.D.P. è la sua totale incapacità a lasciarsi andare. Lui è prima di tutto un mentale, la sua interiorità è perciò del tutto intellettualizzata. Non riesce ad abbandonarsi, si vive attraverso un filtro e fa lo stesso con te. I suoi gesti, le sue parole, perfino i suoi movimenti spesso, sono completamente ragionati per restare nei confini di una linea che lui stesso ha tracciato, per non incorrere nel rischio di esporsi, per non farti sperare in qualcosa di più. Ciò nonostante, ogni tanto, il suo controllo totale sbanda, e in quel frammento di spontaneità scoprirai una breccia da cui intravedere la sua vera bellezza. E’ quella che t’incula. Per i cultori dell’Archeologia Sentimentale, infatti, non occorre molto per capire che questo raro esemplare di Complicatore tiene sepolto all’interno di se stesso quello che potenzialmente potrebbe diventare il cuore più prezioso che si possa desiderare. Per questo innamorarsi di lui è terribilmente semplice, perché saresti un coglione a non farlo. C’è da porre, però, in tutto ciò, un importante accento speciale su un avverbio fondamentale: POTENZIALMENTE. Sì, perché il più della relazione che potrai instaurare con il Tesoro dei Pirati, non si svolge sul piano realistico delle contingenze, ma soltanto su quello ipotetico delle tue elucubrazioni.

L’uso dei condizionali e la corretta applicazione del periodo ipotetico sono un must quando ti trovi a calcare i perimetri sentimentali di un Complicatore come questo. Lui potrebbe essere l’anima più dolce e sensibile del tuo immaginario. Lui potrebbe essere l’amore più bello della tua vita. Lui potrebbe essere l’uomo perfetto, quello che hai sempre sognato. Lui, però, potrebbe essere anche un Mini-Pony, per quello che vale. Perché alla fine, lui potrebbe essere al condizionale, ma all’indicativo non è; e se anche lo fosse, tu non lo potresti sapere.

Naturalmente, per gli amanti del brivido romantico e della speculazione emotiva, la logica stringente di questo ragionamento non è altro che disprezzabile fuffa. Per te che nasci Semplificatore, davanti soggettoni come il Tesoro dei Pirati, la razionalità non può che soccombere rapidamente e nell’anonimato, per lasciare, invece, spazio ad un tornito, quanto pittoresco, mondo di ricerche astratte e contemplazioni filosofiche a carattere sentimentale; tutto deliziosamente scollegato e indipendente rispetto alla realtà dei fatti.

Se avessi il coraggio di guardare in faccia la verità delle cose, lo capiresti subito che non c’è trippa per gatti, e accetteresti con rassegnazione di abbandonare l’impresa, col tuo velo di amarezza. Ma dopo aver passato anche solo due ore con un T.D.P., chi ce l’ha più questa forza interiore? Così, mentre continui a carezzare beatamente la testa dei vostri figli immaginari, impieghi ogni tua risorsa psicologica per continuare ad ignorare l’evidente realtà delle cose.

Il Complicatore Tesoro dei Pirati, purtroppo, non è pronto all’amore. Anche se probabilmente una parte di lui ne ha drammaticamente bisogno, quella parte è sepolta, sommersa, congelata, sotto chiave e irraggiungibile senza la mappa giusta. Se speri di poterla trovare, sei un illuso. Sì, perché nemmeno lui ricorda più dove sia andata a finire quella cazzo di cartina; l’ha persa molto tempo fa. E tu che la cerchi affannosamente, come un procione impazzito che ravana in un secchio della monnezza, hai le stesse possibilità di trovarla, che di raggiungere El Dorado.   

Inizia così una vergognosa versione di giochi senza frontiere, colorata di Hunger Games, dove Semplificatore e Complicatore si scontrano a colpi di dipendenza affettiva e di disamore, di addizione e sottrazione sentimentale. Trauma da Abbandono VS Repressione Emotiva. Prova a indovinare chi rimarrà in piedi, alla fine? Ovviamente, il Tesoro dei Pirati.

Non c’è gara. Le armi del Semplificatore sono quasi del tutto inefficaci contro quest’amorevole anima surgelata, anzi, probabilmente aumentano soltanto i suoi punti in difesa. Sì, perché mentre ti spezzi la schiena tentando il triplo carpiato all’indietro per dare dimostrazione boriosa della tua atleticità sentimentale, il Complicatore è conscio del ridondante svarione affettivo in cui ti stai impantanando, e non farà altro che andare ulteriormente in arrocco, nel vano tentativo di riportare alla realtà i tuoi insensati onirismi da principessina Disney.

Ma tu, cavallo goloso, che Semplificatore saresti se non ti accanissi ancora di più in presenza di questo tipo di ghiotte asperità?

Perchè tu l’hai intravista la luce meravigliosa in fondo agli occhioni tristi del Tesoro dei Pirati. Hai riconosciuto il peso e l’entità della ferita emotiva irrisolta ad origine del suo trauma. Hai capito cosa lo ha portato a irrigidirsi fino a distaccarsi e avere paura delle sue stesse emozioni. Lui, adorabile cucciolo dannato tutto da amare

Tu, purtroppo, lo sai che se lui riuscisse un minimo a lasciarsi andare e a permettersi di farsi innamorare, non avresti più davanti un uomo banale, ma la cosa più bella che ti sarebbe mai potuta capitare nella vita, quindi, col cazzo che desisti. No! Ti ostini, strafai, ma proprio quando cerchi di trattenerlo, il Tesoro dei Pirati ti abbandona.

Lui non lo regge, il peso di questo tuo bisogno di amarlo a tutti i costi. Non la vuole, tua responsabilità emotiva, non ce la fa, e in fondo, forse, non vuole nemmeno che tu stia male. Così si dà silenziosamente e definitivamente alla macchia, e, in fin dei giochi, sei stato proprio tu ad averlo messo in fuga.

E’ il Game Over. Il Complicatore Tesoro dei Pirati non torna indietro. E’ molto probabile che tu non lo riveda mai più. Non importa quanto tu potessi piacergli; le sue ferite sono più forti di qualunque altro sentimento lui possa aver provato per te. Anche se volesse, lui non lo potrebbe provare l’abbandono emotivo che richiederebbe innamorarsi. Non perché non ne sia capace, potrebbe, ma gli fa paura. Per farlo dovrebbe affrontare prima troppo dolore, dovrebbe sistemare troppe cose dentro. Non è per divertimento che un giorno ha sepolto il suo tesoro. Semplicemente, come tutte le cose più belle, il suo tesoro era delicato, troppo vulnerabile, e lui non lo sapeva gestire. Tu non puoi pretendere che impari a farlo per te. Queste cose si fanno solo per se stessi.   

Il tempo che tu, incauto Semplificatore, impiegherai ad elaborare il lutto della sua perdita è probabilmente infinito. Non importa per quanto hai avuto modo di conoscerlo, lui rimarrà sempre il tuo prezioso Tesoro dei Pirati, e come tutti i tesori, avrà la tendenza a generare l’ossessione dell’oro.

Non ti potrai lamentare più di tanto, però, non potrai dare la colpa a nessuno, dovrai recitare soltanto il tuo mea culpa quotidiano, perché l’hai ignorato tu il condizionale. Le sedute di terapia cognitivo-comportamentale, quindi, non sono rimborsate questa volta. 

Alla fine, lui lo aveva detto subito che non ti dovevi innamorare. 

(E’ andata un po’ così tra noi. Vero F.? Tu sei il mio Tesoro dei Pirati…)   

                

Continua…

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