Tutti i Silenzi di F: Buon Natale del Ca**o

Tutti i Silenzi di F.

 

Ho avuto un po’ di difficoltà a decidere il colore che avrebbe tinto queste righe natalizie. Per qualche ragione torniamo a parlare di F., la pippa mentale però è fresca di pacca. Visto il tema ripiegherò comunque sul rosso.

Quest’anno niente auguri di Natale per F. 

Mi sono staccato tre falangi a morsi, ma mi sono trattenuto dal mandargli il messaggino tristezza degli Auguri per le feste. Naturalmente, F. giace nel silenzio. I suoi sono sempre gli auguri non pervenuti, i messaggi che non riceverai mai di cui parlavo un po’ di giorni fa.

Sarebbe potuto essere morto, ma ci ha pensato Facebook a rincuorarmi del fatto che è bello che vivo e vegeto. Mi ha rinfrancato con un video di festeggiamenti in cui è stato taggato. Ha cambiato un po’ look. Adesso ha la barbetta, simile alla mia. Pure mentre suona senza enfasi una campana tibetana resta schifosamente bello e malinconico, forse ancora più di prima.

Che cazzo di fitta allo stomaco mi ha dato rivederlo. Mi ha tolto l’aria. E’ frastornante assistere in diretta alla vita delle persone che per te hanno contato e constatare con gioia natalizia che sono state perfettamente in grado di andare avanti anche senza di te. E’ stupido, un pensiero talmente irrealistico da tingersi d’assurdo, ma in fondo, credo ci sia sempre una parte di noi che in qualche modo si aspetta, o quanto meno spera, che chi ha abitato il nostro cuore anche per poco, non debba più saper vivere senza la nostra indispensabile presenza. Come vanno avanti senza di noi? Come fanno a svegliarsi e fare le cose di prima? Perchè non si stanno battendo il petto con disperazione e rimpianto? E’ impossibile che sappiano ricominciare. E invece lo fanno sempre, lo fanno benissimo. L’unico che non lo sa fare, probabilmente sei proprio tu che ti poni il problema.

In ogni caso, grazie Mark Zuckerberg per alimentare l’autolesionismo della mia bieca tendenza allo stalking! Ti auguro col cuore la stessa fine di Mufasa, ma con le renne al posto degli gnu. Alla fine, è pur sempre Natale. 

Mi annoio terribilmente di me, perché non miglioro. Non cresco per niente in questa faccenda di F… A volte mi sembra di farlo, poi mi accorgo che non è vero, ma proprio per un cazzo. Mi forzo a non fare le cose. Anche se non gli ho scritto, a livello profondo è come se l’avessi fatto. Non mi sono risparmiato il messaggino per assenza di bisogno o di voglia di mandarlo, semplicemente non avevo intenzione di leggere sul mio display una risposta frigida. Non l’avrei sopportata. Non esiste Vagisil emotivo in grado di lubrificare la secchezza telegrafica delle uscite di F. La mia vagina emozionale è già fin troppo asciutta e provata, sotto le feste, per reggere di questi colpi. 

Grazie. Buon Natale a te.” Mi avrebbe risposto così, con estrema calma ovviamente; ed io ne ho davvero i coglioni farciti come capponi ripieni, di sbattere ogni volta il grugno contro la sua indifferenza. La odio, la sua cortesia disinteressata. Se lo avessi inviato, quel messaggio mi sarebbe costato tre ore buone di gastrite acuta, accompagnate da una latente sensazione di attacco panico. Tutta roba che avrei dovuto far ringoiare al mio inconscio incitandolo a bestemmie. Solo per questo non gli ho scritto, mica per altro. Avessi dato spago ai miei putridi bisogni di sottone, mi sarei palesato con un delizioso “Buon Natale. Mi piaci sempre più di tutti. Mi riprendi, per favore?“. Cose per cui puoi farti schifo da solo, figuriamoci ad F. Così gli auguri me li sono tenuti per me. Per fingere un sentore di amor proprio che non ho davvero e, probabilmente, per nutrire la speranza deplorevole che F. un po’ se lo aspettasse, il mio messaggino che non riceverà. Sono un personaggio tristissimo. Mi faccio ridere da solo. E’ passato più di un anno, e io non miglioro. 

Fossi il terapeuta di me stesso mi direi che ogni fase elaborativa e di adattamento al dolore passa sempre attraverso progressioni alternate a passi indietro, l’importante è tenere sempre viva la motivazione che spinge al cambiamento.

Ma io non c’e l’ho mica la motivazione che mi spinge a cambiare. Cosa dovrei cambiare? Il fatto che F. mi piaccia ancora così tanto? Il fatto che nonostante mi sia chiara la sua totale indifferenza nei miei confronti, questo non intacchi minimamente il mio interesse per lui?

Cazzo, queste non sono cose che si cambiano. O si sentono, o non si sentono. Razionalmente parlando, posso darmi del coglione da solo; ma cosa dovrei biasimare alla mia improbabile parte emotiva, se nonostante tutto, continua a non volere altro che il suo F sotto l’albero, con una grossa coccarda sul pacco? E’ la parte emotiva, è stupida, è illogica per antonomasia.

All I want for Christmas is you! Porca troia ladra, con quanto mi sta sul cazzo sta cagata di canzone, guardate voi se dovevo trovarci pure qualcosa di vero… Mi devo riprendere. Non mi fa bene questo lungo funerale festoso, decorato a fiocchi rossi e lucine, che la gente chiama Natale. 

Per ora mi accontenterò di non aver ceduto. Indipendentemente dalle ragioni che mi hanno spinto a farlo, quel messaggino di auguri quest’anno non l’ho mandato. L’ho messo insieme al resto dei silenzi di F. L’ho scritto qui e sono stato quasi bravo.

Perciò: Caro F, Buon Natale del Cazzo! 

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